Perché Serve un Framework
Valutare una proposta di investimento energetico — che si tratti di un impianto FV, un sistema di accumulo o un CFG — richiede competenze tecniche, finanziarie e legali. Il rischio è di affidarsi a proiezioni ottimistiche non verificabili o di confrontare proposte non omogenee.
Questo framework in 10 punti permette di strutturare la valutazione e fare le domande giuste a qualsiasi fornitore.
1. Profilo Energetico di Partenza
Prima di valutare qualsiasi soluzione, è necessario avere una fotografia chiara del proprio consumo attuale:
- Consumo annuo (kWh/anno) per gli ultimi 3 anni
- Distribuzione per fascia oraria (F1/F2/F3)
- Potenza di picco (kW) contrattuale e reale
- Costo medio dell'energia (€/kWh totale, incluse tutte le voci in bolletta)
Senza questi dati, qualsiasi proposta è costruita su ipotesi non verificate.
2. Verifica della Producibilità Stimata
Il fornitore deve presentare il calcolo della producibilità con:
- Software utilizzato: PVGIS, PVSol, Helioscope sono strumenti standard. Diffidare da calcoli su foglio Excel senza riferimento a database di irradiazione certificati
- Dati meteo di riferimento: serie storica pluriennale, non anno singolo
- Dettaglio delle perdite: ogni voce di perdita deve essere esplicitata (temperatura, cavi, inverter, sporcizia, ombreggiamento)
- Performance Ratio assunto: un PR > 88% su carta per un impianto reale è ottimistico — chiedere la giustificazione
3. Analisi dell'Autoconsumo
La stima dell'autoconsumo è il punto più critico e spesso il più manipolabile:
- Il fornitore deve sovrapporre il profilo di produzione FV al profilo di consumo orario reale — non usare valori medi
- L'autoconsumo senza storage è tipicamente 20–40% per utenze industriali; con storage sale a 60–80%
- Verificare che l'analisi di autoconsumo sia basata sui dati reali di consumo e non su profili standard di categoria
4. Struttura dei Costi (Capex e Opex)
Il preventivo deve essere completamente dettagliato:
Capex: moduli (marca, modello, garanzie, efficienza), inverter (marca, modello, garanzie), strutture di montaggio, cavi e connettori, quadri elettrici, installazione, collaudo, pratiche amministrative (richiesta connessione GSE, PAS/AU).
Opex annuo: contratto di manutenzione programmata, assicurazione impianto, eventuale sostituzione inverter nel periodo (tipicamente dopo 12–15 anni), costi di monitoring.
Attenzione alle proposte che mostrano solo il totale senza il dettaglio: rende impossibile il confronto tra fornitore e fornitore.
5. Il Piano Finanziario
Il piano economico deve includere obbligatoriamente:
- Flussi di cassa anno per anno su tutta la vita utile (almeno 20 anni)
- VAN con tasso di sconto esplicitato e motivato
- TIR
- Payback semplice e attualizzato
- Analisi di sensitività su almeno 3 variabili (prezzo energia, producibilità, tasso di degrado)
Diffidare di proposte che mostrano solo il "risparmio annuo" e il "payback semplice" senza il resto.
6. Le Garanzie
Le garanzie sono il contratto nel contratto:
Garanzie del prodotto (moduli): garanzia di prodotto 10–15 anni (difetti), garanzia di performance 25–30 anni (producibilità minima garantita, es. 80% dopo 25 anni). Verificare che il produttore sia bancabile — una garanzia di un'azienda che fallisce tra 5 anni non vale nulla.
Garanzie dell'inverter: 5–10 anni standard, estendibili. L'inverter è il componente con maggiore probabilità di sostituzione nella vita dell'impianto.
Garanzia workmanship: la garanzia dell'installatore sull'esecuzione dei lavori. Minimo 2 anni per legge, idealmente 5+ anni per impianti industriali.
7. Il Contratto di Manutenzione
Un impianto senza manutenzione degrada più rapidamente e i guasti non vengono rilevati in tempo. Il contratto O&M deve specificare:
- Numero di visite preventive annue
- Tempi di intervento garantiti in caso di guasto (SLA)
- Incluso/escluso: pulizia moduli, sostituzione componenti, report periodici
- Penali per mancato rispetto degli SLA
- Condizioni di uscita dal contratto
8. Il Fornitore: Solidità e Referenze
Valutare il fornitore è cruciale quanto valutare la tecnologia:
- Anni di attività nel settore (preferibilmente >5)
- Numero di installazioni realizzate (chiedere referenze verificabili)
- Solidità finanziaria (bilanci pubblici per SRL/SPA)
- Certificazioni: SOA per lavori pubblici, CEI, ISO 9001
- Rete di assistenza post-vendita locale o remota
9. Iter Autorizzativo e Connessione
Il fornitore deve prendersi in carico l'intero iter:
- Verifica di fattibilità preliminare (autorizzazioni necessarie, capacità rete locale)
- Gestione pratica di connessione GSE/distributore
- Gestione autorizzazioni comunali/regionali
- Collaudo e attivazione
- Comunicazioni a GSE per incentivi (se applicabili)
I tempi di connessione in Italia possono essere molto variabili (da 3 mesi a 2+ anni per impianti grandi). Il fornitore deve essere in grado di stimarli realisticamente per la specifica zona.
10. Exit Strategy e Dismissione
Spesso ignorato ma importante per gli investitori:
- Cosa succede all'impianto a fine vita (25–30 anni)?
- Chi gestisce lo smaltimento dei moduli (normativa RAEE)?
- Se si affitta il tetto a un developer per un PPA, quali sono le condizioni di exit anticipata?
- In caso di vendita dell'immobile, l'impianto è un asset o una complicazione?
Un investimento energetico ben strutturato risponde a tutte queste domande in anticipo — non quando il problema si presenta.
