
Categoria
Carbon Capture & UtilizationSede
Polo Siderurgico, Brescia (BS)Calore Recuperato
8 MW termiciTecnologia
HRS + Amine + CriogeniaCO₂ Liquida
~15.000 t/annoDal calore di scarto a un prodotto vendibile
L'industria pesante disperde ogni anno nell'atmosfera milioni di tonnellate di calore e di CO₂. CarbonFlow trasforma entrambi in un asset produttivo: il calore recuperato alimenta un impianto di cattura CO₂, che produce CO₂ liquida certificata food grade e industriale vendibile sul mercato.
Il sistema modulare CCU (Carbon Capture & Utilization) è progettato per installarsi in bypass sui processi produttivi esistenti di un polo siderurgico da 1,2 milioni di ton acciaio/anno a Brescia. La CO₂ catturata — 15.000 ton/anno al 92% di efficienza — è liquefatta in loco e distribuita a clienti regionali nell'industria alimentare, della refrigerazione e della saldatura.
I ricavi combinati — vendita CO₂, crediti ETS, risparmio energetico — generano un EBITDA di ~3,9 M€/anno nel base case, con un payback sull'investimento di 3,5 anni e un IRR del 27%.
Quattro sprechi nascosti nell'industria pesante
Il calore industriale: una risorsa gettata via
L'industria pesante — acciaio, cemento, vetro, fonderie — espelle nell'atmosfera enormi quantità di calore di scarto a 300–600°C. In un impianto siderurgico medio, il 40–50% dell'energia primaria si perde come calore non recuperato. Questo calore ha un valore enorme: rigenerare il solvente di cattura CO₂ non costa quasi nulla se il calore è già disponibile.
La CO₂ industriale: emessa e non valorizzata
Ogni anno l'industria europea emette oltre 800 milioni di tonnellate di CO₂ soggette al sistema ETS. Il prezzo del permesso ETS ha superato i 70 €/ton nel 2024 e le proiezioni indicano 130–150 €/ton entro il 2030. Ogni tonnellata catturata evita un costo, ma la maggior parte degli impianti la emette semplicemente perché non esiste un sistema economico di cattura in loco.
Mercato CO₂ liquida: deficit strutturale
La CO₂ liquida è indispensabile nell'industria alimentare e delle bevande, nella refrigerazione, nella saldatura, nei processi chimici e nei data center. La domanda europea supera i 10 milioni di ton/anno. L'offerta è concentrata in pochi impianti centralizzati, con catene logistiche lunghe e fragili. La crisi energetica del 2022 ha dimostrato la vulnerabilità della filiera: molti produttori hanno ridotto la capacità, creando carenze e picchi di prezzo.
CAPEX proibitivo con sistemi convenzionali
I grandi impianti centralizzati di cattura CO₂ richiedono investimenti nell'ordine dei 100–500 M€. Questo li rende inaccessibili per la media industria e impossibili da finanziare senza contributi pubblici massicci. La nostra architettura modulare, abbinata al recupero termico locale, riduce il CAPEX specifico del 60–70% rispetto agli approcci tradizionali.
Quattro stadi. Un flusso continuo di CO₂ liquida.
Recupero termico, cattura amminica, liquefazione criogenica e ottimizzazione AI. Ogni stadio alimenta il successivo: il calore sprecato diventa energia di processo, la CO₂ catturata diventa prodotto, il prodotto diventa revenue.
Quattro sorgenti di revenue da un unico impianto
Tre scenari. Tutti profittevoli.
Il modello di business è robusto anche nel caso prudenziale. La diversificazione tra CO₂ food grade, CO₂ industriale e crediti ETS protegge i ricavi dalla volatilità di ogni singolo mercato. Il CAPEX totale stimato è di ~13,5 M€, con possibilità di finanziamento parziale tramite PNRR Missione 2 (transizione ecologica industria) e fondi IPCEI Carbon.
Sei componenti. Un sistema integrato.
Ogni tecnologia è matura e disponibile commercialmente — la novità è l'integrazione sistemica e l'ottimizzazione AI del flusso termico. Nessun rischio tecnologico: tutto è già stato validato su impianti analoghi in Germania, Paesi Bassi e Norvegia. Il vantaggio competitivo sta nell'architettura modulare e nel know-how di integrazione process-side.
Status quo vs CarbonFlow
| Criterio | Emissione Diretta (status quo) | CarbonFlow CCU |
|---|---|---|
| Cattura CO₂ effettiva | Nulla — emissione diretta | 92% dei fumi di processo |
| Utilizzo del calore di scarto | Disperso in atmosfera | 8 MW recuperati e valorizzati |
| Costo ETS per tonnellata | ~72 €/ton pagato al mercato | 0 — CO₂ catturata e venduta |
| Revenue CO₂ liquida | Nessuno | ~3,2 M€/anno |
| CAPEX per ton CO₂ catturata | ~800–1.200 €/ton (conv.) | ~550 €/ton (modular CCU) |
| Dipendenza da rete di distribuzione | Alta (acquisto da terzi) | Produzione in loco, fornitura diretta |
| Compliance CBAM (2026+) | A rischio — oneri importazione | Compliant — emissioni documentate |
| Payback impianto | N/A | 4–5 anni |
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